NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

Una chicca a Bormio
0.0/5 rating (0 votes)

il 03.03.14 Postato in News

Una chicca a Bormio

Raccontare la storia di Ski Trab significa raccontare una vicenda di uomini e di montagne. Le montagne son quelle di Bormio e gli uomini, anzi il primo uomo, il protagonista, è Giacomo Trabucchi, di professione falegname. Costruiva soprattutto cucine, poi però arrivarono quelle già fatte, più economiche. Il lavoro di falegname prese in parte la piega della vendita di prodotti altrui, remunerativo ma di poca soddisfazione. Nel 1946 Giacomo, diciasettenne, aveva già costruito il suo primo paio di sci, per lui e per i tre fratelli, impegnati nelle gare di salto. Un paio di sci che si aggiungeva a quello, unico, che i quattro dovevano passarsi velocemente tra un salto e l'altro. Fu così che il passaggio dalle cucine agli sci divenne quasi naturale, prima con i legni di hickory studiati insieme al campione italiano di salto e poi, nell'inverno '53 - '54, con quelli da discesa. Giacomo era amico del fondatore della storica Scuola di sci Pirovano. Con lui accompagnava i clienti a sciare e fu proprio il "Piro" a suggerirgli di costruire le prime cento paia di sci in frassino da discesa per noleggiarli nell'albergo che gestiva al Passo dello Stelvio. Giacomo passò l'autunno nella cantina di casa, quella in cui abita ancora oggi, a costruire quegli sci. L'attività era ormai avviata e gli sci di Giacomo erano fatti bene, molti atleti vincevano le gare mentre con le cucine non si vinceva niente. Giacomo e i suoi amici erano gente "tosta", che andava in montagna estate e inverno.

Alpinisti in azione

I primi sci erano destinati a loro, collaudatori e testimonial della neonata azienda. Come ad esempio Giuseppe Praolini, classe 1939, "Bepino" per gli amici, che in quegli anni aveva come molti l'hobby del contrabbando. Bepino usava gli sci del suo amico Giacomo soprattutto di notte, fidandosi della sua abilità e di quei legni che dovevano per forza essere affidabili. Era duro varcare il confine svizzero in inverno, in salita non aveva pelli di foca, ma semplici cordini arrotolati e la pipi sulla soletta era lo stratagemma dell'epoca per fare più presa sulla neve. L'azienda nel frattempo cresceva, Giacomo ideava il logo derivato semplicemente dal soprannome "tre buchi" dato dagli amici: un disco di legno tre buchi con il trapano e via. Riuscì a visitare le più importanti fabbriche di sci dell'epoca e una volta con indifferenza si intrufolò nel reparto produzione. Vide una macchina moderna e innovativa, la osservò per qualche minuto, poi tornò a casa e lì ne costruì una uguale. I primi sci da scialpinismo arrivarono nel 1961, erano gli "Stelvio", costruiti in duralluminio per soddisfare le prime esigenze di leggerezza. In seguito cominciarono a bazzicare la fabbrica Adriano e Daniele, i figli di Giacomo. Furono loro a prendere in mano l'azienda nei primi anni Novanta. L'ingresso di Daniele (anima tecnica) e Adriano (commerciale) coincide anche con l'evoluzione della ricerca tecnica e in primis della leggerezza. I migliori atleti di scialpinismo oggi utilizzano materiale Ski Trab. Ski Trab è veramente una "chicca" nel panorama bormino ed una realtà valtellinese nello sci alpinismo internazionale. 

By Timo