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Gita sci alpinistica al passo Gavia
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il 21.04.13 Postato in Appartamenti a Bormio

Passo Gavia

All’alba di lunedì, mentre i paesi dell’Alta Valle sono silenti, ci trasferiamo verso Santa Caterina Valfurva  da dove ha inizio la nostra avventura. Sci ai piedi, zaino in spalla, borraccia, macchina fotografica a tracolla, tutto è pronto per intraprendere la nostra giornata che si prospetta sicuramente faticosa ma appagante per le meraviglie naturali che ci circondano.

Gita sci alpinistica strada passo Gavia

Dopo un’ora di cammino, arrivati presso il Ponte Dell’Alpe, il silenzio tombale viene interrotto dal canto del Gallo Forcello. In quel momento mi ritorna alla memoria quello che un vecchio cacciatore mi confidava nei suoi racconti: ”Al prim crescent de April, qui che i van in montagna a la duman a bon ora, i senten al gal a rodular*1”.

Gallo forcello

Ci siamo fermati e mentre il gallo continua a cantare, prendiamo la borraccia dall’interno del ruksach, ahimè è vuota: il tè è rimasto a casa sopra il fornello. Il sole inizia a fare capolino sulle cime più alte, alla nostra sinistra si innalza maestoso il Monte Tresero.

Monte Tresero

Dopo un’altra ora di cammino, arriviamo all’Alpe Gavia, dove in estate le mucche di razza bruna alpina vanno a brucare le festuche, achillea,  genepì grazie a queste prelibatezze viene prodotto del burro e del formaggio dal sapore introvabile presso i grossi centri commerciali. Per raggiungere il Passo manca ancora un’ora di cammino. Il sole inizia a scaldare, la sete si fa sentire, un po’ di neve strofinata sulla faccia, ci dà un leggero sollievo. Ci fermiamo al Rifugio Berni, davanti al monumento dei caduti della Prima Guerra Mondiale  e una dolce brezza culla la campanella posta sopra la chiesetta.

Campanella passo Gavia

In lontananza finalmente, ammiriamo la Madonna della Neve posta a baluardo del Passo Gavia. Siamo arrivati alla meta che ci siamo prefissati.

Madonnina passo Gavia

Il sole è alto nel cielo, ci rifocilliamo un po’ e ammiriamo questo incantevole panorama mozzafiato, indescrivibile. Siamo circondati dalle più belle cime delle Alpi Centrali: l’Adamello (mt. 3.539 s.l.m.) è lì a un passo, ci giriamo ed osserviamo il San Matteo (mt. 3.678 s.l.m.), il Tresero (mt. 3.594 s.l.m.) e in lontananza si erge come una sfinge Sua Maestà: il Gran Zebrù (mt. 3.859 s.l.m.).

Chiesetta Berni e sfondo Gran Zebr

Dopo questa lunga “smontagnata” , arriviamo a casa fisicamente stanchi ma sicuramente appagati nella mente e nello spirito per le bellezze che la natura ci ha regalato. Una giornata simile non ha eguali nella vita quotidiana dove stress e nervosismo la fanno da padrone.

*1 Durante la prima luna crescente del mese di Aprile, coloro che vanno in montagna alla mattina presto, sentono il Gallo Forcello cantare per farsi sentire e trovare dalla compagna per accoppiarsi.

By Timo