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La Pista Stelvio
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il 05.03.13 Postato in Attività

La Pista Stelvio

Il comprensorio di Bormio è uno dei più belli e particolari che le Alpi possano offrire perchè vanta piste impegnative, adatte a sciatori esperti e amanti della velocità e piste più semplici per chi è ancora alle prime armi o per i bambini che senza dubbio sapranno divertirsi ma allo stesso tempo apprendere i rudimenti dello sci sotto l'occhio vigile del maestro di una delle numerose scuole di sci di Bormio.

Le nostre montagne offrono ai più audaci percorsi in fuori pista e tracciati all'interno dei boschi per coloro che praticano l'alpinismo.

La pista Stelvio è senza dubbio la più famosa pista di Bormio infatti oltre ad essere una tappa fondamentale della discesa libera nella Coppa del Mondo (29 dicembre di ogni anno), è stata per ben due volte teatro dei campionati del Mondo di Sci Alpino nel 1985 e nel 2005.

Il tracciato della gara si sviluppa lungo 3186 m., dai 2255 m. della partenza fino ai 1268 del traguardo per un dislivello complessivo di 987 m. e una pendenza massima del 63%.Si parte subito con un muro e due curve ripidissime che immettono nel doppio salto della Rocca per poi tuffarsi a folle velocità per tutto il Canalino Sertorelli con i suoi oltre 300 metri di scorrimento.

Alla fine del canalino una lunga curva a sinistra immette in un pianoro e in una serie di curve molto selettive nella zona di Fontana Lunga.

Una serie di curvoni velocissimi immettono quindi in quello che è considerato il passaggio più difficile ed altamente tecnico di tutta la gara: la traversata della Carcentina. Si tratta di un diagonale in controtendenza in cui le cose sono rese ancora più difficili dal fondo ghiacciato e dal terreno ondulato che non da tregua. La linea di ingresso nella Carcentina è fondamentale per chi punta alla vittoria in questa gara.

Subito dopo due curve per rallentare la velocità prima di tuffarsi nel salto di San Pietro dove gli atleti volano per più di 40 metri atterando su di un muro ripidissimo dove si può toccare una velocità di oltre 140 Km/h.

Un piccolo piano introduce nello schuss finale dove vi sono una serie di curvoni in contropendenza che portano al salto posto in prossimità del traguardo.

Non vi è mai un attimo di respiro per gli atleti su questa pista: alle difficoltà tecniche si aggiungono le difficoltà dovute alla resistenza fisica che, alla fine del tracciato, è messa a dura prova.